LAVOREREMO DA GRANDI di Antonio Albanese
| Giovedì 5 febbraio | 21.00 |
| Venerdì 6 febbraio | 21.00 |
| Sabato 7 febbraio | 18.00 21.00 |
| Domenica 8 febbraio | 16.30 18.30 21.00 |
| Lunedì 9 febbraio | – |
| Martedì 10 febbraio | 21.00 |
| Mercoledì 11 febbraio | 21.00 |
Sinossi breve: Lavoreremo da grandiracconta una notte surreale e piena di scelte sbagliate tra tre amici disillusi, Beppe, Umberto e Gigi, che aspettano l’arrivo di Toni, il figlio di Umberto appena uscito dal carcere. Dopo una serata alcolica, un incidente stradale li costringe a rifugiarsi a casa di Umberto, dando il via a una spirale di situazioni grottesche e incontri improbabili, che svelano le loro fragilità e i loro fallimenti esistenziali, culminando in un finale inaspettato. Lavoreremo da grandi è una commedia drammatica che, con umorismo e amarezza, esplora le vite disordinate di uomini irrisolti, bloccati tra sogni infranti e scelte sbagliate, ambientata sulle rive di un lago piemontese.
Presentazione: Dopo Paolo Sorrentino, il cinema italiano si prepara a un inizio d’anno folgorante. Il 5 febbraio 2026 segna il ritorno nelle sale di uno degli autori più amati e acuti del nostro panorama: Antonio Albanese. Con il suo nuovo film l’attore e regista lombardo ci trascina in un microcosmo sospeso, dove la quiete del Lago d’Orta diventa il palcoscenico di un’odissea notturna imprevedibile.
Una “squadra speciale” tra fallimenti e sogni infranti
Al centro della narrazione troviamo un quartetto di personaggi che sembrano usciti da un romanzo di formazione tardiva. Umberto (interpretato dallo stesso Albanese) è un musicista che ha collezionato più fallimenti che successi; Gigi (Giuseppe Battiston) vaga tra i fumi dell’alcol e parrucche di protesta dopo essere stato diseredato; Beppe (Nicola Rignanese) è un idraulico schiacciato da una madre ingombrante. A rompere gli equilibri è l’arrivo di Toni (Niccolò Ferrero), il figlio di Umberto, appena uscito di prigione. Come dichiarato nelle note di produzione, ci troviamo di fronte a «la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore di un lago».





